I rosso-blu si arrendono alla Moncada per 95 a 73

PASTA CELLINO CAGLIARI  73 

MONCADA AGRIGENTO  95

(16-30, 37-53, 56-78)

 

PASTA CELLINO CAGLIARI: Ibba, Keene 19, Allegretti 5, Turel 2, Rullo 17, Ebeling, Matrone 6, Bucarelli 3, Stephens 21, Rovatti, Angius.  All. Paolini

MONCADA AGRIGENTO: Cannon 14, Zugno, Evangelisti 13, Cuffaro 2, Williams 21, Zilli 4, Ambrosin 8, Guariglia 19, Pepe 12, Lovisotto 2. All. Ciani.

 

Arbitri: Gagno, Yang Yao, Solfanelli

 

La stanchezza batte anche l’orgoglio di una Pasta Cellino Cagliari che torna con poche energie dalla vincente campagna di Reggio Calabria (infrasettimanale del giovedì con trasferta logorante e ancora condizioni non perfette di qualche singolo) e perde in casa proprio nel momento più bello. Niente da fare contro una Moncada Agrigento più costante, che fa tesoro di uno bottino non indifferente e al tempo stessa capitalizza errori e lacune dei ragazzi in rossoblù: 73-95 il finale.

Con un primo tempo da 53 punti subiti (30 più 23 nei due quarti), è partenza a handicap per la Pasta Cellino, che fatica a sciogliersi in difesa e soprattutto trova il canestro a sprazzi, con i soli Stephens (13 punti) e Keene (10) in doppia cifra. Oltre alle enormi difficoltà negli uno contro uno difensivi e sugli aiuti, a impressionare è il 16/41 dal campo che rende impresa al limite dell’impossibile la rimonta nella ripresa.

Agrigento, anche perché forse ha giocato 24 ore prima l’infrasettimanale, ne ha di più e si vede anche nel terzo quarto, quando, dopo un tentativo di rimonta di Cagliari, riesce a rimettere le distanze a posto con due bombe di Guariglia al 29: all’ultimo intervallo è 56-78. E l’impresa, per i padroni di casa, diventa ora titanica.

La Pasta Cellino, pescando nel baule delle energie, dimostra di avere cuore e ci tenta subito. Sassolino dopo sassolino, punto dopo punto al 34’ è 63-78. Lo stesso è dura, ma almeno c’è vita. Ma i conti bisogna farli innanzitutto con la Moncada, che ha lucidità ed energia per tenere l’avversaria lontana (69-87 al 38’) e portare la vittoria in porto.